Lo vedi spuntare, tra un’oliva fritta e una cotoletta d’agnello, e ti chiedi: “Ma perché?”. Lei, la regina indiscussa del fritto misto all’ascolana, ti guarda con fare sicuro: “Sto qua”. Poco più in là, la cotoletta d’agnello. Sa di piacere, ma la fama dell’oliva la precede, così prova a rubarle la scena ammiccando: “Prendimi, prendimi…”, ti ripete.

In mezzo, sì, in mezzo al fritto misto all’ascolana, il cremino: “Ma perché? Che ci sto facendo qui?!”. Se lo chiede prima lui di te. Sembra indeciso, timido. S’interroga: “Sono dolce o sono salato? Piacerò o non piacerò?”. Parla tra sé e sé. “Questa nota di limone mi dona…”, si dice per darsi coraggio prima di farsi avanti. “Assaggiami”, ti sussurra. E tu ti lasci tentare. Eccoti, sei nel bel mezzo del più godurioso triangolo gastronomico del Belpaese.

Un incontro di sapori inatteso che manda in estasi le papille gustative. Salato, acido, amaro, dolce. Salato, acido, amaro, dolce. E capisci il perché la crema fritta come secondo, anziché come dessert. Capisci perché vedi il cremino spuntare tra un’oliva fritta e una cotoletta d’agnello e non ti fai più domande.

Ora, se non hai mai assaggiato il fritto misto all’ascolana, e quindi ti sei perso anche il cremino, non ti resta che provvedere organizzando un giretto in zona. Se invece leggendo ti sei emozionato, è perché hai già conosciuto questo sapore. Se non sei ascolano, quindi non stai già cuocendo la crema per soddisfare la tua voglia, cosa aspetti a tornare ad emozionarti?

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